L’ATTE ai due laghi di Cadagno

Mercoledì 22 agosto 2012

Puntualissimi ci siamo ritrovati a Piotta presso la funicolare che con una pendenza massima dell’87,8 % la rende una delle più ripide del mondo aperte al servizio pubblico. Dal 2011 è inserita nell’ “Inventario svizzero degli impianti a fune” che elenca i più importanti impianti a fune, considerati monumenti di natura tecnica e quindi patrimonio del territorio elvetico.

Ma bando alle ciance, dopo la prima salita tirati dalla fune ecco che ci tocca pure camminare. Il primo tratto lungo la strada che da Altanca porta a Piora è stato superato in un lampo. Finalmente però imbocchiamo il sentiero che dapprima sale lungo una valletta umida e ombrosa… siamo riusciti a sfuggire dalle grinfie di Lucifero! Un paio di fermate per osservare la natura che ci circonda – in particolare i funghi… ma niente porcini(!)… e i tritoni e le libellule dello stagnetto di Pinett – e ci portiamo oltre i duemila metri al fresco in cima al Costone dopo aver superato la mulattiera, testimone di antiche transumanze.

Al Costone poi impariamo divertendoci con il gioco della nocciolaia. Lo sapevate che la nocciolaia nasconde, dai 2 ai 12 pinoli e altri semi in ben 2’000-2’500 nascondigli (o più?) durante la bella stagione. In inverno poi è in grado di recuperarne l’80%… ma come farà? Noi ce l’abbiamo fatta a recuperare i 10 oggetti nascosti precedentemente!

Ora solo discesa, o quasi, per raggiungere la capanna Cadagno dove ci attende la pausa pranzo (e non solo). Arriviamo verso l’una al cantiere della capanna e i nostri tavoli sono pronti: uno per chi mangia “à la carte” e uno per chi mangia dal sacco! Elena con la squadra di cucina fa miracoli – un grande gruppo d’oltralpe e altri avventori fanno si che la terrazza e piena – e riesce ad accontentare tutti. Al momento del dolce un ospite inatteso: l’acquazzone!!! Per fortuna il nostro ombrellone è sufficiente per tenerci all’asciutto. Rimandiamo la partenza di qualche minuto ed ecco apparire pure Raffaele Peduzzi del Centro di biologia alpina del Piora. Subito si rende disponibile per una breve visita al centro e per finalmente spiegare il mistero del titolo: infatti il laghi del Cadagno sono due, uno sopra di acqua dolce e uno sotto di acqua salata, in mezzo uno strato batterico! Questo fenomeno è la meromisi. Intanto è riapparso pure il cielo blu in mezzo alle nuvole che stanno scomparendo…

Il ritorno verso la funicolare poi lo facciamo lungo il sentiero didattico inaugurato nel 2009 che costeggia il lago Ritom. Scorci di spiagge esotiche (qualcuno chiede se siamo in Sardegna!) alternati a riali spumeggianti e una fitta vegetazione alpina ci accompagna… certo che il lago ha pure altre storie da raccontare come quella dei sei ragazzi ivi scomparsi di cui narra Alina Borioli nella sua splendida poesia “Ava Giuana”… per finire l’immancabile Mauro Corona letto all’ombra degli ultimi larici prima di riprendere la strada che porta alla funicolare… ritornati al punto di partenza ci rendiamo conto di quanto fa caldo in basso e di quanto si stava bene in alto!

Quasi dimenticavo che ci sono pure delle foto!

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