ATTE in Bavona

In Val Bavona con Plinio Martini

Mercoledì, 15 giugno 2011

Una splendida giornata che non abbiamo passato come i ramarri a dorarci al sole! Noi abbiamo fatto una tranquilla camminata anche se c’era una variante che ci ha fatto sudare però parecchio…

Certo che la visita di “La Prèsa” per iniziare ci ha portato alla scoperta di un angolo interessante della Val Bavona ancora abbastanza sconosciuto. Grazie alle parole di Paolo Rumiz nel suo “Leggende dei monti naviganti” abbiamo avuto una visione della valle da parte di un forestiero prima di immergerci nel mondo de “Il fondo del sacco” di Plinio Martini.

Una breve fermata a San Carlo a bere chi un caffé, chi una gazzosa o un birrino, quattro chiacchiere con l’oste e via a percorrere l’impressionante frana di Gannariente per arrivare a Sonlerto dove sull’accogliente prato vicino alla chiesetta ci fermiamo per la sosta pranzo e una lettura. La gita poi ci porta sull’altra sponda del torrente Bavona e lasciando il sentiero principale ci addentriamo lungo un sentierino (invaso in parte da rovi) per una ventina di minuti! L’aria pesante ci fa sudare più di sette camice mentre affrontiamo scalino dopo scalino prendendo quota…  poi come d’incanto il sentiero sembra sparire: ma guardando bene si vede che prosegue lungo una ripida parete rocciosa in un luogo impossibile! Lì, accanto alla scalinata la famosa iscrizione che testimonia dell’opera di Giuseppe Zan Zanini che “fece questa strada per portare le bestie bovine sulalpe” nel lontano 1833. Qualcuno mi dice che da tempo voleva vedere questo luogo e ora ha realizzato questo sogno… per noi “turisti” questo scalinata per l’Alpe di Foioi è un sogno, per Zan Zanini era una questione di sopravvivenza.

La discesa è più facile – si suda meno – e passando da Faedo prima, dove i segni della frana del 1992 che spazzò via metà paese sono ancora ben visibili, arriviamo a Roseto dove Plinio Martini ci racconta dei soldi guadagnati coi sacchi di cemento da 50 Kg trasportati dalla stazione ferroviaria di Bignasco a Robiei. Poi ci portiamo a Foroglio passando davanti al masso che offese un altro Zan Zanini che rimase schiacciato sotto per 35 ore prima di morire. Infine arriviamo a Foroglio dove sulla piazzetta dietro l’osteria alpina “La Froda” ci raccogliamo per ascoltare un ultimo passaggio dal libro: le frasi introduttive. Ci lasciamo pure sorprendere dalla signora che ci offre spontaneamente dei tortelli di San Giuseppe appena tolti dalla padella… un’ottima conclusione che si consuma completamente al tavolo di sasso dell’osteria con la vista sulla splendida cascata “la froda” appunto, chi con la torta al cioccolato, chi con quella di pane, chi con del formaggio e chi con niente di meno che polenta e stinco di maiale!

Qui trovi alcune foto della gita.

2 pensieri riguardo “ATTE in Bavona

  1. come sempre gita perfetta. Grazie per averci portato in posti che normalmente non si va.
    cd con foto in viaggio
    buona giornata
    germano

    Mi piace

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