Andromeda in Valle di Muggio

andromeda_scudellate

Martedì 20 ottobre 2009

Come dice Mauro Corona “da una cima non si va in nessun posto, si può solo scendere” così noi siamo saliti lungo il ripido sentiero che da Scudellate porta in vetta al Monte Generoso. Il nostro programma però prevedeva un altro itinerario, infatti dopo la visita al roccolo (dove in passato venivano catturati uccelli) e l’Alpe Sella situato sul confine con l’Italia, abbiamo abbandonato il sentiero ufficiale e grazie a un sentierino ormai abbandonato da tempo siamo giunti poco sopra l’Alpe Nadigh.

Lungo questa faticosa salita – nonostante la giornata grigia – però abbiamo avuto occasione di gustare delle ottime more e sentire il profumo dell’assenzio e del timo, vedere alcune piante come l’Asfodelo bianco e la Peonia (che fioriscono però solo in primavera tra maggio e giugno) e ammirare alcuni faggi enormi. Percorrendo il sentiero degli alpi che collega Nadigh con Genor abbiamo potuto vedere in quali condizioni ancora oggi gli alpigiani vivono tutto l’anno a queste altitudini (siamo sui 1300m) e come in passato si procuravano l’acqua (quella piovana raccolta in edifici appositi che costituivano le cisterne) e come tenevano al fresco i latticini (burro, latte, ecc.) in quelle ingegnose e uniche costruzioni cilindriche chiamate nevère! Non mancavano le letture come i due estratti dal libro di Mauro Corona “La montagna” e quel piccante episodio della storia dei contrabbandieri contenuto nel libro di Alberto Anzani intitolato “Sul Confine”.

Dall’Alpe Genor siamo poi scesi verso Roncapiano e per terminare ci siamo sgranchiti le gambe sulla strada asfaltata che ci ha ricondotti a Scudellate. A onor del vero bisogna anche dire che non proprio tutti hanno fatto il giro completo: qualcuno infatti ha scelto di fare la variante corta che dal roccolo porta a Erbonne (ridente villaggio in fondo alla valle ma già sul versante italiano) per poi rientrare lungo la stessa mulattiera a Scudellate. All’Osteria Manciana ci siamo ritrovati tutti e ci siamo dati alla mitica gazosa al moscato e soprattutto abbiamo potuto gustare il famoso Zincarlin (presidio slowfood) col miele di castagno.  Pieni di emozioni e soddisfatti dell’escursione svolta abbiamo ripreso la strada del ritorno a Locarno…

Io che credevo di conoscere la Valle di Muggio come le mie tasche ho invece fatto una scoperta interessante. Nella chiesetta di Scudellate vi è conservato una scheggia (sembra un sottile filo) della croce del Cristo, documentata con una pergamena originale. Questa reliquia l’abbiamo potuto ammirare prima di fare l’escursione: grazie a una delle partecipanti che mi ha fatto questa segnalazione!

Alcune foto dell’escursione sono visibili qui.

Termino questo mio diario ringraziandovi con queste parole, sempre di Corona: “la montagna è fatica, privazione, tenacia, calma. Cose che vi faranno apprezzare voi stessi, vi daranno fiducia, sicurezza”.
Avanti così, voi dell’Andromeda siete mitici!

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