Esplorare nuove e vecchie vie

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 Giovedì 18 dicembre 2008

La stagione delle racchette da neve promette bene. Oserei dire molto bene… Quest’inverno però ci sono dei cambiamenti per Viaggi a piedi nella Natura, infatti in programma ci sono meno gite: ho voluto darmi il tempo di trovare delle nuove offerte per cui – di regola – il giovedì parto a esplorare nuove e vecchie vie. Si tratta di una scelta di itinerari in tutto il Ticino che intendo percorrere e preparare per eventuali nuove gite da proporre già nel corso di quest’inverno. Per questo motivo alcune escursioni non hanno ancora l’indicazione del tragitto e gli altri dettagli che di solito metto. Ma torniamo alle ricognizioni del giovedì, si tratta di percorsi spesso impegnativi che richiedono un’ottima preparazione fisica e non sempre sono ideali per le racchette, comunque sempre di escursioni si tratta e sempre in montagna si svolgono.

Per esempio questo giovedì ho fatto un giro accompagnato dalla mia dolce metà. Siamo partiti a piedi dalla stazione ferroviaria di Verdasio e salendo verso i monti di Comino (con le racchette ai piedi quasi da subito) siamo stati fortunati a vedere un gruppetto di cervi che fuggiva lentamente nel bosco. Usciti dal bosco finalmente si apriva la vista panoramica sulle montagne e sul lago… non ci sono parole per descrivere la bellezza di quel panorama, bisogna viverlo in prima persona.

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In seguito siamo rimasti in quota e abbiamo fatto la traversata fino a Calascio per poi scendere su Intragna. Ci siamo ritrovati soli lungo tutto il percorso, non un’anima viva: il sole e la luce nell’immenso bosco di faggio giocava con noi e la pace era assoluta. Solo nei pressi delle abitazioni di alcuni monti c’erano delle persone – chi in vacanza, chi intento a far legna –  due chiacchiere e via sulle racchette per immergerci di nuovo nel silenzio… Scendendo abbiamo vissuto un attimo più unico che raro: lungo la mulattiera ci siamo fermati di colpo a guardare alcune cascine. Ma non abbiamo fatto in tempo a essere fermi che accanto a noi qualcosa si è mosso: un capriolo tranquillamente accucciato nello strame non ha sopportato l’idea che noi fossimo fermi proprio a poche decine di centimetri da lui, ha quindi deciso di darsela a gambe… se non l’avesse fatto probabilmente non l’avremo neanche notato talmente era mimetizzato nei colori del bosco.

La natura ancora una volta ci ha regalato dei momenti bellissimi che ci ha fatto dimenticare lo sforzo fisico: anche questo fa parte dell’esplorare nuove e vecchie vie…

A questo punto voglio ricordarvi che potete partecipare a queste uscite un po’ avventurose iscrivendovi direttamente dal sito, in gennaio continueremo a svolgere interessanti ricognizioni!

Un pensiero riguardo “Esplorare nuove e vecchie vie

  1. Roger, ti volevo ancora ringraziare per la bella giornata che abbiamo passato assieme.
    È sempre stato così bello girare per le montagne, sia con sia senza racchette (e di giri ne abbiamo fatti tanti con e senza figli!).
    Immergersi nella natura è cosi gradevole che ci si dimentica della vita …di tutti giorni.
    È vero che la fatica si sente sul momento (e ci si può anche chiedere “chi me lo fa fare”), però quando si arriva dopo la “famosa curva” – immagino sai di che curva parlo – la soddisfazione è cosi bella e quello che si può vedere è fantastico che si dimentica lo sforzo appena svolto.
    Grazie di cuore

    Mi piace

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