Andromeda non all’Oberalp

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Giovedì 13 marzo 2008
 
Esattamente una settimana prima sono stato all’Oberalp perché in Leventina mancava la neve (sul versante che avevo previsto di andare). Questa volta invece ero piuttosto contento del fatto che in Leventina ci fosse di nuovo il sole perché il gruppo dell’Andromeda Club – che si trovava a Hospental per un breve soggiorno – voleva godersi un giro in racchette al sole. Non è mica facile riuscire ad accontentare sempre tutti, ma questa stagione era abbastanza facile!
 
Bando alle ciance, invece di portare il gruppo all’Oberalp – dove nevicava e c’era una nebbia talmente fitta che la si poteva tagliare con un coltello (almeno immaginiamoci che fosse così brutto) – ho deciso di condurrlo a Nante a fare il giro corto in direzione di Sgiof. Dopo la ormai tradizionale fermata al caseificio (un successo visto gli acquisti delle varie persone) ci siamo spostati al villaggio leventinese dove ho distribuito i materiali: pala e sonda da mettere nello zaino (c’era chi avevo lo zainetto tipo bambole con un comparto per metterci mezzo panino e basta!), l’ARVA da mettere perlomeno sotto la giacca (non ho preteso che qualcuno si spogliasse in mezzo alla strada) e per finire bastoni e racchette per poter camminare sulla neve.
 
Il tempo era splendido, ogni tanto una folata di vento ci infastidiva un po’, ma avevamo le condizioni ideali per una bella camminata immersi nella natura invernale. Come in tutti i gruppi anche qui c’è chi ha una marcia in più (e io avanti a frenarli un po’) e chi invece è molto più lento (e io dietro ad aspettare un po’): ma il bello era che ci si aspettava e intanto ci si guardava in giro e si osservavano tracce degli animali come i segni sugli alberi lasciati dai cervi o le impronte della volpe nella neve. Mezzogiorno così era arrivato in un attimo e scelto il posto (rigorosamente al sole) ho preparato la cucina con pala e fantasia… grazie al paiolo magico degno del mago Merlino (un semplice fornellino a gas per intenderci) dalla neve ho creato una fantastica minestrina d’orzo che ho servito nei bicchieri colorati, tanto per completare il frugale pasto preparato dall’ostello di Hospental (panino, mela e cioccolato). Nel pomeriggio invece abbiamo voluto testare le doti d’orientamento dei vari partecipanti: la sfida consisteva nell’attraversare un pianoro seguendo un’ipotetica linea diritta. Dove stava la sfida in questo? Provatelo ad occhi bendati! Infatti dopo pochi metri tutti – senza eccezione alcuna – seguivano un’ipotetica curva girando chi a destra e chi a sinistra. Qualcuno addirittura è riuscito a fare un bel cerchio completo e di più…
 
Alla fine siamo rientrati verso Nante seguendo la strada più in alto. Per un lungo tratto eravamo al sole tanto che arrivati in fondo alla strada e tolte le racchette tutti hanno messo il turbo perché si sono resi conto che al posteggio arrivava ancora il sole. Il Ticino ci ha regalato una meravigliosa giornata soliva, mentre lungo la Tremola dal passo del Gottardo continuavano a scendere nuvoloni come se di là mille maghi merlini stessero cuocendo un minestrone magico… ma per finire gustatevi una qualche foto della nostra avventura cliccando qui.
 

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