Gandria la vecchia

Ci risiamo, manca la neve e la voglia di prendere le racchette e di andare a cercarla. Non ci resta che fare una gita al sole e in mezzo ai fiori. E questo nel mese di gennaio è possibile per esempio in riva al Ceresio.

Si tratta di una gita circolare, da e per Castagnola.

gandria_lavecchia
Tempo di percorrenza
:
circa 3 ore 15 min
Lunghezza:
9 km
Dislivelli:
550m in salita e discesa
Altitudini:
min 272m/max 543m
Difficoltà:
T2 (T3 per il tratto verso il Sasso della Predescia, alcuni metri assicurati con una cordina)

Da Castagnola si segue il sentiero dell’olivo fino a Gandria. Baciati dal sole che si riflette copiosamente sul lago si inizia camminando lungo la riva con dei saliscendi che mi ricordano un po’ la zona fra Recco e Camogli. Scopriamo varie testimonianze legate alla coltura degli olivi e la flora rupicola. Una volta raggiunte le case di Gandria vale la pena fare un giretto nel nucleo prima di salire verso la montagna. In questo periodo è praticamente tutto chiuso, è difficile trovare un punto di ristoro per bere un caffè… ma non impossibile.

Lasciato il lago si attraversa la strada cantonale e si sale proseguendo verso il confine statale. In pratica seguiamo l’itinerario didattico naturalistico e archeologico di Gandria. Si superano alcuni ruderi e una cappella, ai lati del sentiero ci sono numerose rose di natale (Helloborus Niger) in fiore, ma anche primule e pungitopo attirano l’occhio. Il sentiero, in leggera discesa, qui si fa più impervio e bisogna stare attenti a dove si mettono i piedi. Per alcuni metri vale la pena tenersi alla cordina che assicura un passaggio particolarmente esposto (da qui la difficoltà T3 di questa gita). Poco dopo si riprende a salire e al bivio (non così evidente) una ripida salita in una decina di minuti porta al punto più alto dell’escursione, il Sasso della Predescia (o Sasso delle Streghe), ideale per la pausa pranzo. Questo masso gode di un panorama spettacolare verso la Valsolda, si tratta di uno dei massi cuppellari più belli della Svizzera italiana.

Dopo la pausa si rientra dapprima lungo lo stesso itinerario, ripassando dal passaggio esposto che sul ritorno ci sembra meno difficile. Raggiungiamo di nuovo la cappella con i ruderi, qui scopriamo che si tratta verosimilmente di quel che resta del primo insediamento di Gandria. Probabilmente la popolazione si è spostata più in basso in riva ala lago in seguito a un’epidemia di peste o per altre ragioni a noi sconosciute e difficilmente documentabili. Facendo ben attenzione notiamo infatti resti di case e numerosi muretti che testimoniano di una presenza umana importante, sicuramente non un semplice monte, si tratta proprio della vecchia Gandria.

Proseguiamo – restando in quota – in direzione di Lugano e si gode della vista – che grazie alla mancanza di fogliame è grandiosa – e si arriva nella parte bassa di Ruvigliana. Per terminare si scende in mezzo alle case, ammirando le svariate costruzioni e le molte piante esotiche e mediterranee nei giardini, fino ad arrivare al punto di partenza dell’escursione.

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