Aurora e Findalo

Ti ritrovi proiettato negli anni ’70… in pieno progresso e innovazione, nel periodo in cui la televisione si fa a colori, le città diventano i grandi poli d’attrazione e le valli si spopolano. Periodo in ci nascono le grandi mete turistiche che sono sempre più accessibili anche alle persone meno fortunose. L’ingegnere Arnaldo Defendini rappresenta il progresso, l’uomo di città che vuole aiutare le valli portandovi gli impianti che dovrebbero far nascere una grande stazione sciistica a Chialamberto, in Val Grande a una cinquantina di chilometri da Torino.

La segretaria Aurora si vede costretta a seguire l’ingegnere nei lavori di preparazione e per questo sale in montagna diverse volte. Proprio lì incontrano Findalo – un personaggio alquanto strambo che si autodichiara “Figlio del bosco” – che una volta capito le intenzioni del Defendini lo ammonisce:

“ti avverto uomo, se porterai quassù un solo mattone, la montagna non te lo perdonerà e ti strapperà il cuore. Fermati finché sei in tempo, altrimenti ti perderai e nessuno ti troverà mai più. Lo sento.”

Non vi racconto di più perché il romanzo va letto! Ma non vi posso nascondere che tra Findalo e Aurora nasce qualcosa, un legame che svelerà l’universo montagna nella sua essenza. Forse anche un po’ troppo romantico soprattutto per chi in montagna ci vive… ma di questi tempi si può pur sognare un po’?

Vi invito a leggerlo, ne vale la pena:

Il mistero della montagna di Marco Sartori.

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