Una mezza giornata sul Lago di Como

7 dicembre 2016

Ho dovuto recarmi a Mandello del Lario con la mia Guzzi California. Certo è che il viaggio fino al nido dell’aquila è diverso ogni volta. Questa mattina era particolarmente fredda, ma alle 8.30 dovevo lasciare la moto per poterla ritirare a mezzogiorno.
La prima cosa che ho notato arrivato da Agostini è la stupenda California 1400 presentata all’EICMA un mese prima. Dopo aver sognato un po’ ho deciso di andare a mettermi a posto la testa: dal parrucchiere…

… uscendo dal salone era troppo presto per ritornare da Agostini, ho deciso allora di fare quattro passi. Mi sono recato verso il rione Mulino quando ho incrociato un cartello pedonale che indicava “Il cammino della resistenza 2”.  L’ho seguito e a un certo punto mi sono ritrovato davanti a un edificio che – stando al cartello – fu il comando della Wehrmacht. Qui il 25 agosto del 1944 il partigiano Giovanni Poletti fu interrogato per poi essere fucilato presso il cimitero di Mandello. Il percorso ne illustra il ricordo… dalla cartina vedo che sale fino alle frazioni di Rongia e Somana, penso che ci saranno si e no 120-150m di dislivello ma non ho nessuna cartina con me. Inoltre indosso i pantaloni e gli stivali da moto, non è proprio l’ideale per fare una camminata sui sentieri. Ma è da fine luglio che non ho più mosso un passo in montagna, dopo aver avuto l’occasione di volare con la REGA dalla capanna Cristallina all’ospedale di Locarno. Dallo strappo dei legamenti sono passati poco più di quattro mesi e la caviglia mi fa ancora male se troppo sollecitata. Voglio metterla alla prova!

Da Molino il percorso sale a Rongio, passando da Luzzeno vecchio. La strada tutta in salita passa dapprima attraverso la zona industriale di Mandello, la fabbrica della Moto Guzzi, per immettersi nel verde con una mulattiera estremamente ripida. Passando nelle viuzze del nucleo di Luzzeno vecchio a un certo punto mi giro per guardare il panorama e vedo una malconcia Moto Guzzi 850GT appoggiata a un muro. Sicuramente il suo proprietario è lì da qualche parte e per pranzo riprenderà la sua moto. Sullo sfondo il lago. È una magnifica giornata e il sole – nonostante l’aria fredda – scalda talmente tanto che mi ritrovo già in maniche corte e mi tocca portare felpa e giacca da moto in spalla. La salita segue per pochi passi la strada per riprendere poco oltre la mulattiera. È proprio nei dintorni di quel sentiero, in località “Neri”, che fu colpito a morte il partigiano Giuseppe Poletti mentre cercava di fuggire. Era stato catturato poco prima insieme al cugino Giovanni a Rongio, su segnalazione di una spia, ed erano in cammino per essere condotti al comando SS di Molino.

Da Rongio il sentiero attraversa il vallone del fiume Meira per raggiungere le frazioni di Sonvico e Somana sull’altro versante. Passo davanti al ristorante “Al Verde”, un covo conosciuto in tutto il mondo dagli appassionati del marchio “Moto Guzzi” e scendo al fiume. Sono sorpreso da questo vallone selvaggio e soprattutto dalla bellezza del fiume che ha dovuto scavare il suo passaggio nella roccia. Ma anche il panorama verso montagna mostra i boschi che si innalzano fino a sotto la cresta delle Grigne. Mi sorprende pure la ripidissima salita che porta a Sonvico. Si vede che non sono più abituato… ma ne è valsa la pena, il panorama sul lago e il cielo blu ripagano di qualsiasi fatica. Passo Sonvico e scendo a Somana dove al cimitero ecco che trovo un’altra Guzzi, sempre appoggiata al muro. Mi chiedo cosa ne hanno fatto dei cavalletti. Il piccolo “Dingo” è in uno stato eccellente, mi guardo in giro ma non vedo nessuno. Certo che qui a Mandello la Guzzi è viva, e te ne accorgi anche facendo quattro passi nei dintorni. All’interno del cimitero invece trovo il monumento – bassorilievo in marmo bianco di uno scultore milanese, un certo Giuseppe Enrini (1899-1962) – che ricorda i quattro partigiani Adamo e Davide Gaddi (morti nell’attentato della Maiola il 26.10.44) e Giuseppe e Giovanni Poletti. Rappresenta il partigiano che affronta insidie e pericoli, vincendo con coraggio e determinazione il male, raffigurato da un animale col corpo di serpente, la testa di lupo e la cresta di drago.

Da Somana si scende a Mandello lungo la “strada del Sasso”. Questa antica mulattiera deve il suo nome a un grande masso – rimosso con la costruzione della carrozzabile, ancora in terra battuta – probabilmente un masso erratico. Questa strada era molto importante per coloro che lavoravano in fabbrica o nelle filande di Mandello ed era costretto a percorrerla a piedi almeno due volte al giorno. Ma non solo, da qui partivano pure i sentieri verso Era, dove si trovava una brigata di partigiani che prese il nome “89ª brigata Poletti” in ricordo dei due cugini uccisi dai nazisti. Mezzogiorno si avvicina e dovevo ritornare da Agostini. La discesa risulta essere piacevole, ma man mano che mi abbasso sento che l’aria è più fredda. Arrivato a Molino mi rimetto la felpa e seguendo il fiume Meira passo accanto all’antica officina Ripamonti. Qui nel 1919 fu assemblato il primo prototipo di motocicletta, chiamata Parodi-Guzzi, da cui nacque il 15 marzo 1921 la Moto Guzzi.

Il giretto lungo alcune vie storiche di Mandello a cavallo fra la storia della Guzzi e dei cugini Poletti è durato poco più di un’ora e mezza, e la mia caviglia la sento un po’. Dovrò aspettare ancora qualche settimana, un mese forse, prima di poter affrontare escursioni più impegnative. Comunque alla mia prossima visita mi preparerò meglio: cartine, scarponi e vestiti adatti saranno d’obbligo. E mi piacerebbe esplorare uno dei vari sentieri che portano nel vallone del fiume Meira.

 

5 pensieri riguardo “Una mezza giornata sul Lago di Como

      1. E’ un piccolissimo agriturismo sopra la località “Somana”. E’ della famiglia che prima (più di 5 anni fa, forse 10) gestiva il ristorante del campeggio “continental”.
        Prezzo fisso, menù fisso, rapporto qualità/prezzo ottimo, ma è impossibile riuscire a trovare posto. Per i weekends ha le prenotazioni già settimane e settimane prima.
        I casi sono 2: o si decide adesso di andarci a mangiare tra 1 mese, oppure bisogna andarci in giorni assurdi tipo venerdi sera.
        Di sera è più probabile perchè ,essedoci da fare 10-15 minuti di strada a piedi su sentiero, la gente preferisce andarci a pranzo. Ma con una pila è fattibile anche a cena.
        Si parcheggia in località “Somana” e poi si deve imboccare un sentiero dopo una casa col portone giallo. Cmq lo conoscono tutti. Basta però chiamarlo “Firmino”, perchè col nome ufficiale non lo conosce nessuno.
        Guarda qui:
        https://goo.gl/maps/pEcYGW2KJAk

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