Diario di viaggio

Ghelinètte dul féi

Escursione serale con Roger Welti

All’inizio dell’estate, quando cala l’oscurità, prati e boschi diventano lo scenario privilegiato per osservare la danza di numerosi puntini luminosi: le “Ghelinètte del féi”. Sembra di vivere in una magia. Anche nella mitica Valle Vigezzo questo spettacolo si rinnova ogni anno con numerose “Ghelinètte del féi” – così vengono chiamate le lucciole nel dialetto maleschese – che vi si ritrovano per mettere in scena il loro rituale. Camminando nell’oscurità noi ne saremo gli spettatori privilegiati.

Ma prima di questo scopriremo altre particolarità della valle, che oltre al famoso e spettacolare Santuario della Madonna di Re ha altre località famose. Fra queste ad esempio Craveggia, Toceno, Malesco e Villette conosciute nel mondo grazie ai loro spazzacamini e altri personaggi come il Bula, il Giovanni Zuccone, il Giacomo Pidò, il Francesco Saverio Adorna, il Giovan Maria Salati e  Giovanni Pietro Jelmoli.

Durante l’escursione che da Re porta e Villette e poi a Malesco, scopriremo le imprese compiute da questi personaggi illustri. Giunti a Malesco, al margine del bosco, saremo accolti presso la “ Baita di Silvia” dove consumeremo una cena con prodotti tipici e saremo a stretto contatto con la sua famiglia. Al calar della notte termineremo l’escursione rientrando lungo il percorso ciclabile a Re e ammirando lo spettacolo di migliaia di “Ghelinètte del féi” che illumineranno il nostro cammino.

Questa è una proposta promossa dall’ATTE: www.atte.ch

top_newsletter_2011-598x120

 

PROGRAMMA DI DETTAGLIO

Data
Giovedì 28.06.2018

Ritrovo
Attorno alle ore 16.15 a Re in Valle Vigezzo: le indicazioni di dettaglio (insieme alle indicazioni di apertura della strada) saranno inviate agli iscritti.

Termine
Termine dell’escursione circa alle ore 23.00 a Re. Attenzione: non ci sono più treni per Locarno, ma la strada della Valle Vigezzo-Centovalli sarà normalmente percorribile.

Scheda tecnica
Tempo di marcia: 3 ore 30 min; Distanza percorsa: 8.5 km; Dislivelli: 300m in salita; 250m in discesa; Grado di difficoltà: T2. L’escursione non presenta difficoltà tecniche particolari: cammineremo principalmente su strade e mulattiere, con alcuni tratti di sentieri.

Prezzo
60 CHF che comprende la guida qualificata, cena a base di prodotti locali Ossolani (antipasto, piatto principale, dolce, vino, acqua e caffè).  Non compreso: trasferta, ev. consumazioni al bar, assicurazioni.

Materiale obbligatorio
Scarponi da montagna o da trekking, vestiti adatti alla stagione (la cena è all’aria aperta consiglio quindi una felpa e/o pullover supplementare), zaino comodo con la merenda (bibite 1l), protezioni contro la pioggia, il sole e il vento, farmacia personale (in particolare medicamenti), lampadina. Doumenti per l’espatrio.

Come arrivare
Consiglio di organizzarvi con poche auto per raggiungere Re. Per l’orario del rientro purtroppo non ci sono treni in direzione di Locarno.
ATTENZIONE: attualmente la strada SS337 della Valle Vigezzo è aperta dalle 12.30 alle 13.30 e dalle 17.00 alle 8.00 del mattino seguente. Durante la chiusura della strada si dovrà utilizzare il percorso alternativo sulla strada statale 34 del Lago Maggiore, da Brissago fino a Cannobio, proseguendo lungo la strada della Val Cannobina fino a Malesco per poi continuare sulla SS337 in direzione di Re.

Osservazione importante
Per permettervi di organizzarvi al meglio per raggiungere Re con poche auto (da Locarno circa 40min di strada) vi sarà inviata la lista degli iscritti qualche giorno prima dell’escursione. La guida è già sul posto e non organizza la trasferta da e per l’Italia.

In caso di bel tempo la gita sarà definitivamente confermata dopo le 08.00 del 27 giugno. Nel caso fosse annullata (solo in caso di brutto tempo) da parte dell’organizzatore l’intero importo vi sarà rimborsato. In caso della vostra assenza dopo la conferma definitiva un rimborso non sarà possibile.

Iscrizione obbligatoria (ATTENZIONE: posti limitati a 16 persone)
Iscrizioni direttamente all’ATTE: www.atte.ch entro il venerdì 22 giugno 2017.

ATTENZIONE: l’iscrizione sarà considerata definitiva unicamente a versamento avvenuto. La gita si svolgerà con un minimo di 12 e un massimo di 16 iscritti. 

 

 

Cilento: piacevole e tranquillo

27. ottobre – 3 novembre 2018
Settimana escursionistica all’insegna del piacere e della tranquillità (in lingua tedesca).

Nonostante sia Parco Nazionale e Patrimonio Mondiale dell’umanità dell’UNESCO, nel Cilento si svolge una vita rurale normale e tranquilla, seguendo nel limite del possibile alcune linee guida ecologiche. Per noi questo ha il vantaggio di camminare immersi nella natura e nel quotidiano di vita del meridione. Questo significa anche di incontrare e parlare con la gente del posto, di conoscere le loro motivazioni e le difficoltà che incontrano. Gli olivicoltori e i viticoltori ci guidano attraverso le loro terre, ci spiegano i diversi metodi di raccolta e ci mostrano i frantoi, di cui possiamo gustare i prodotti a cena. Parlare in Cilento di infrastruttura escursionistica sarebbe esagerato. I sentieri escursionistici esistono, ma sono contrassegnati in modo diverso, sono poco utilizzati e le carte escursionistiche difficilmente corrispondono alla realtà. Ma questo è ciò che lo rende davvero interessante.

Le escursioni proposte sono un misto di montagna, di profonde gole, di vasti altopiani e di lunghe spiagge, sempre col mare a vista. A volte in alto sulle creste coi sentieri panoramici, altre volte invece lungo il litorale, dove osserviamo da vicino le piccole spiagge ghiaiose con acque estremamente limpide, le antiche torri e ritorniamo in albergo con la barca dopo l’escursione. Senza dimenticare la parte gastronomica ovviamente: il cappuccino al bar, i gelati prima di passare ai frutti di mare, alla pasta fatta in casa o le classiche pizze.

Maggiori informazioni e iscrizioni (in tedesco): www.perpedesbergferien.ch

 

Sui sentieri Walser

1. – 5. agosto 2018 Trekking (in lingua tedesca)

Il trekking si snoda lungo i percorsi di emigrazione degli antichi Walser dalla Valle di Binn attraverso il Passo dell’Albrun fino alla Val Formazza (Pomatt). Ancora cento anni fa l’aspra Val Formazza, con le sue cascate, veniva considerata come meta turistica imperdibile per i viaggiatori di mezza Europa. In seguito è stata dimenticata dal turismo e la Formazza ha vissuto un lungo periodo come importante crocevia dei contrabbandieri che, a seconda della situazione del mercato, fornivano caffè e sigarette all’Italia e riso e altri prodotti alimentari e di lusso alla Svizzera.

Attraverso la Furgge, il sentiero Walser ci porta in Ticino, a Bosco/Gurin, l’unico villaggio ticinese di lingua tedesca. L’insediamento Walser, risalente a più di 750 anni fa, ha sviluppato una forte fiducia in se stesso ed è riuscito a mantenere la lingua alemanna nonostante domini la lingua italiana e a salvare l tipiche costruzioni di sasso e legno fino ai giorni nostri. L’ultimo giorno del trekking si lascia l’ambiente tipicamente alpino di Bosco/Gurin e si cammina attraverso boschi ricchi di funghi fino a Cerentino, dove la Rovana ci chiama per un bagno rinfrescante.

Ulteriori informazioni e iscrizioni (in tedesco): www.perpedesbergferien.ch

 

Arboreto salvatico

“Arboreto” sta per una raccolta di alberi con le loro descrizioni, mentre “salvatico” è una combinazione di ‘selvatico’ ovvero il non coltivato e di ‘salvifico’ ovvero che conduce alla salvezza.

Mario Rigoni Stern così introduce i testi sugli alberi che sono l’essenza in questa sua opera (del 1991). Notizie scientifiche, credenze popolari e i suoi ricordi legati a ciascuna delle specie citate si alternano in un turbinio poetico che inducono all’autoriflessione.

Ho iniziato la lettura leggendo per primo il capitolo dedicato al castagno. Un frutto talmente importante che “ora i proprietari per difendersi dai cittadini, che non sanno quello che dovrebbero, hanno messo dei cartelli con su scritto: PRENDERE LE CASTAGNE È FURTO.” Sapendo che un libro non bisognerebbe leggerlo così mi sono messo di buona lena, approfittando di una giornata uggiosa di questo fine inverno: divano, coperta e musica. Ho imparato parecchio, per esempio ho scoperto la parola “brodo” di cui ignoravo il significato. Treccani spiega che si tratta di una “parola anticamente diffusa in tutta l’Italia settentrionale e anche in Toscana, che significava orto, frutteto per lo più cinto da muro o siepe: brolo, al modo lombardo, è orto dov’è verdura (Buti); oggi limitata ai dialetto della zona padano-veneta (cfr. ven. brolo, frutteto accosto alla casa). Si conserva inoltre in vari toponimi: Brolo in comune di Nonio (Novara), Broglio in comune di Cossato (Vercelli), Castello di Brolio nel Chianti, Brolio in com. di Castiglion Fiorentino, Brollo in com. di Figline Valdarno, ecc.”. Magari Broglio, in Lavizzara, ha le stesse origini, vi esistono ancora dei gelsi che testimoniano delle attività perlopiù contadine del passato. Gelso che durante la seconda guerra rappresentò un momento di svago a Rigoni Stern che racconta: “il mio istinto mi disse di mangiarli e subito mi piacquero per il loro dolce non stucchevole ma piuttosto acquoso. Ce n’erano di bianchi, di rosa, di rossi quasi viola  questi mi lasciavano il loro colore sulle dita e attorno alla bocca.”

Mi ha fatto sorridere la sua descrizione del noce. Se da una parte ancora oggi si suol dire che il dormire alla sua ombra provoca mal di testa e che era dedicato alle divinità infernale, addirittura nel Medioevo sembra che sotto la sua chioma s’incontrassero le streghe… a questo punto l’autore si chiede come mai anche li innamorati ci vanno sotto? E scopre che le noci erano considerate di buon auspicio per le nozze oltre che aver delle proprietà afrodisiache. Sono poi scoppiato a ridere immaginandomi gli sposi che escono dalla Chiesa e i convenuti lanciano loro questo frutto invece del riso… chissà che botte!

In tutto sono 20 le essenze descritte in questo bel libro la cui lettura la consiglio a chi – come me – ama la natura e quando incontra un albero particolare si sente attratto e non può fare a meno di abbracciarlo…

arboreto_1Mario Rigoni Stern, Arboreto Salvatico, Giulio Einaudi Editore, 1996 (1991)